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Ragusa Ibla

Ragusa fine e inizio del viaggio

Ci avviciniamo a Ragusa, a una settimana dall’avvio del pilota e dopo circa un mese dall’inizio delle attività di coinvolgimento della città.

Come arriviamo a questa meta e cosa abbiamo imparato fino adesso?

Innanzitutto ad entrare in contatto diretto con le persone, ascoltare le loro opinioni, coinvolgerli nelle scelte.

Ci siamo affidati per questo esclusivamente agli strumenti digitali, in particolare i social, riuscendo ad entrare in contatto con migliaia di loro.

I post della nostra pagina Facebook solo nell’ultimo mese hanno ricevuto oltre 70.000 visualizzazioni e oltre 15.000 interazioni.
Abbiamo risposto a tutti i commenti e i messaggi privati, registrando un entusiasmo crescente e coinvolgente.

Tutta questa interazione si è trasformata in azione.
Sono oltre 600 i cittadini ragusani iscritti al servizio e che nello stesso tempo hanno risposto alle domande di un sondaggio, dove sono emersi risultati sorprendenti.

Su tutti un dato largamente anticipato, unitamente all’affermazione pessimistica che i Ragusani non avrebbero mai accettato di abbandonare la propria auto privata: Il 72% di loro infatti dichiara di spostarsi con auto privata uso singolo.
Solo il 3.6% utilizza il mezzo pubblico.

Ragusa a fronte di 70.000 abitanti e 30.000 nuclei famigliari, registra 50.000 immatricolazioni.
Questo sembra confermare appieno il risultato secondo cui gli intervistati, per l’80% dichiarano di avere due o più auto nella disponibilità della famiglia.
Sondaggio Ragusa
Ma ecco il cambio di passo, la rivoluzione alle porte, il nuovo modo di intendere la mobilità.
Alla domanda “saresti disposto a rinunciare ad un’automobile in famiglia se la tua città offrisse un sistema di trasporto efficiente?” oltre il 90% ha risposto di sì.

Siamo quindi davvero alle porte di una rivoluzione?
Davvero cominceremo a comprendere che spostare persone e non auto è l’unico modello sostenibile per la nostra mobilità?

Ne siamo convinti, e a convincerci sono stati proprio i Ragusani.
Non solo i cittadini, ma anche le attività economiche e commerciali, i tassisti e gli NCC, che in pochi giorni hanno aderito al nostro progetto, sia attraverso le sponsorizzazioni sui biglietti che offrendosi come autisti per la sperimentazione.

Grazie al contributo dei commercianti e delle attività economiche, abbiamo raggiunto il 35% della copertura dei costi del servizio.
Siamo certi che quel 42% di cittadini ragusani che dichiarano di rinunciare spesso di recarsi in centro per fare shopping o tempo libero, a causa delle difficoltà di accesso e parcheggio, contribuiranno ad incrementare i consumi proprio perché potranno vivere meglio le attività del meraviglioso centro storico ragusano.

Concludiamo con una frase di uno dei cittadini che a commento di un post su Facebook scrive: “Spero un giorno di poter rinunciare alla mia auto e che il risparmio dei costi di gestione diretti e indiretti consenta di finanziare parchi e giardini per i miei bambini”.
Questa è rivoluzione, questa è innovazione.

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